Cannobio - 09 gennaio 2026, 15:36

Commemorate le vittime della "Locusta" FOTO

Questa mattina la cerimonia in ricordo dei 12 militari morti a causa dell'inabissamento della torpediniera nel lago Maggiore nel 1896

Nella giornata di oggi - venerdì 9 gennaio - si è svolta a Cannobio, alla presenza delle massime cariche istituzionali della provincia del Verbano Cusio Ossola, la cerimonia di commemorazione dell’affondamento della torpediniera della Regia Guardia di finanza “19T Locusta”. La cerimonia, che ha previsto lo schieramento di militari della guardia di finanza e della marina militare, ha ricordato 12 militari (4 della Regia Guardia di finanza e 8 della Regia Marina militare), inabissatisi con la torpediniera “19T Locusta” nelle acque del lago Maggiore, nella notte tra l’8 e il 9 gennaio 1896, mentre eseguivano un servizio di polizia lacuale anticontrabbando, sorpresi da un temporale di inaudita violenza.

La torpediniera, infatti, era in forza al reparto navale della guardia di finanza di Cannobio (oggi Sezione Operativa Navale Lago Maggiore) e faceva parte del naviglio ceduto alla fine degli anni ‘80 del XIX secolo dalla Regia Marina all’amministrazione finanziaria per svolgere il servizio di vigilanza anticontrabbando nei laghi prealpini (lago Verbano e lago Ceresio), attraversati dalla linea di confine tra l’Italia e la confederazione elvetica. Nella sua ultima fatale missione, la “Locusta” prese il largo da Cannobio, sulla riva piemontese del lago Maggiore, per svolgere il turno di servizio di vigilanza, portandosi in direzione di Brissago in Canton Ticino. Inizialmente, si trovavano imbarcati anche un tenente della Regia Guardia di finanza e un civile elettricista. Per loro fortuna, vennero sbarcati poco dopo a Piaggio Valmara, non lontano dal porticciolo di partenza. Le condizioni meteo apparivano ottime, con lago calmo e cielo sereno, nulla faceva presagire la tragedia. Poco dopo la mezzanotte, si levò, purtroppo, un’improvvisa tempesta. La “Locusta” si diresse verso Punta La Cavalla, nel tentativo di trovare riparo sotto il sovrastante Monte Borgna. Dopo poco più di 15 minuti, da Cannobio fu visto il potente riflettore della torpediniera proprio nei pressi di Punta La Cavalla. Fu l’ultima volta che venne avvistato, poi più nulla. Il lago inghiottì la “Locusta” con tutto l’equipaggio.

Le accurate ricerche di superficie e quelle subacquee condotte da palombari fatti arrivare appositamente da Genova si rivelarono infruttuose e sull’affondamento calò un alone di mistero. Nel secolo successivo, precisamente nel maggio del 1975, si svolse il primo serio tentativo di ricerca e di individuazione della torpediniera. Protagonista fu un gruppo di sommozzatori romani guidati da Enrico Scandurra e con la collaborazione dell’ammiraglio Gino Galuppini, responsabile del registro storico della marina militare. Il relitto venne cercato sul fondale dell’insenatura della località Poggio, tra i comuni di Maccagno e Pino, ove secondo la ricostruzione della dinamica dell’incidente, la “Locusta” avrebbe cercato riparo dalla tempesta. Ma le acque torbide e la grande profondità, circa 200 metri, non consentirono di conseguire alcun risultato. Negli anni ‘80 fallì anche il famoso esploratore sottomarino svizzero Jacques Piccard (1922-2008) che, il 23 gennaio 1963, con il batiscafo “Trieste” aveva raggiunto il punto più profondo degli oceani del pianeta, ovvero la “Fossa delle Marianne”. Ulteriori tentativi effettuati nei decenni successivi, compresi quelli del 2015 dell’ingegnere svizzero Guido Gay della Gaymarine Srl di Lomazzo (CO) e del 2018 dell’ingegner Roberto Mazzara, non hanno permesso di svelare il mistero della posizione della torpediniera.

In assenza del rinvenimento del relitto sono state formulate diverse ipotesi circa la dinamica della tragedia. Ad esempio, il 7 gennaio 1991, il quotidiano ticinese “Eco di Locarno” pubblicò un articolo nel quale il giornalista Libero D’Agostino riportava una testimonianza seconda la quale la “Locusta” non sarebbe affondata a causa del fortunale bensì per lo speronamento da parte di una imbarcazione contrabbandiera. I dodici membri dell’equipaggio della “Locusta” sono oggi ricordati con una targa posta il 9 gennaio 1996 nel cimitero di Cannobio e con un monumento, inaugurato in occasione del 110° anniversario della tragedia, posto di fronte alla Caserma della Sezione Operativa Navale Lago Maggiore della guardia di finanza di Cannobio e costituito da un timone sorretto da putrelle di ferro sopra una lapide.

Comunicato Stampa Guardia di Finanza