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Politica | 23 dicembre 2025, 16:00

Comuni Montani, M5S Vco: "Dividere i territori significa indebolire la montagna italiana"

"Come ragionano questi ministri? Qual è la loro conoscenza del Piemonte e del Vco?"

Comuni Montani, M5S Vco: "Dividere i territori significa indebolire la montagna italiana"

Anche il gruppo territoriale Vco del Movimento 5 Stelle, guidato da Imerio Frattini, interviene nel dibattito sollevato negli scorsi giorni riguardo al Dpcm che prevede la ridefinizione dei criteri per la classificazione dei comuni montani. Una classificazione che penalizzerebbe il Vco, con sette comuni che verrebbero esclusi. Di seguito la nota del M5S.

“Dal Verbano Cusio Ossola arriva una presa di posizione netta contro quanto sta emergendo dall’applicazione del Dpcm attuativo della Legge per la Montagna 131/2025, in particolare all’articolo 2, che ridefinisce i criteri per la classificazione dei comuni montani. Siamo di fronte a scelte che appaiono lontane dalla realtà dei territori e che rischiano di colpire proprio quei comuni che ogni giorno affrontano le difficoltà maggiori. È il caso, ad esempio, di Vignone, comune con l’87% del territorio coperto da boschi, che potrebbe essere escluso dalla nuova classificazione montana nonostante le evidenti caratteristiche ambientali e le fragilità strutturali. Nei comuni montani del Vco la sfida quotidiana è garantire l’essenziale: scuole, medico di base, ufficio postale, servizi minimi, mentre i negozi di prossimità chiudono uno dopo l’altro perché non sostenibili dal punto di vista economico. In questo contesto, una riclassificazione basata su parametri astratti rischia di azzerare anni di lavoro, impegno amministrativo e investimenti pubblici. Ancora più preoccupante è l’impatto ambientale. Penalizzare i comuni montani significa indebolire la gestione delle aree boscate, la manutenzione del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Le conseguenze non si fermerebbero certo in montagna, ma ricadrebbero sul fondovalle, con costi ben maggiori per tutti. Ci chiediamo con franchezza: come ragionano questi ministri? Qual è la reale conoscenza dei territori montani del Piemonte e del Vco? Quella che il governo definisce con leggerezza “finanziamenti impropri” non sono sprechi, ma spese di prevenzione, tutela e sicurezza, che evitano emergenze future e proteggono intere comunità. Condividiamo e sosteniamo la posizione di Uncem, che da oltre vent’anni mette in guardia contro classificazioni nazionali rigide, uguali per Alpi e Appennini, nord e sud. Dividere i territori, creare comuni “di serie A” e “di serie B”, significa indebolire la montagna italiana, non rafforzarla. La decisione della conferenza unificata di rinviare l’esame del decreto va nella direzione giusta, ma ora serve un cambio di passo: coinvolgere i comuni montani, ascoltare le regioni, fermare semplificazioni pericolose. Dal Vco arriva un messaggio chiaro e politico: la montagna non è un problema da ridurre con un elenco, ma una risorsa da governare con intelligenza, conoscenza e rispetto. Senza questo approccio, a pagare il prezzo più alto saranno i territori più fragili e, alla fine, l’intero Paese”.

l.b.

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