Grazie a Tararà editore, nella collana “Storie”, è tornato sugli scaffali delle librerie lo scrittore Marco Nifantini con l’opera intitolata “Abitare la montagna”. Dal suo osservatorio di Verbania, dove vive e lavora, Nifantini gira lo sguardo sui rilievi circostanti il lago Maggiore e si sofferma qua e là a riflettere con chi ha cercato e cerca di recuperare un rapporto positivo con la dimora, cioè con la propria casa nel suo contesto storico, ambientale, tecnologico.
Nascono così racconti, sotto forma di interviste condotte in casa o al circolo o in rifugio, con una galleria di personaggi profondamente diversi tra loro, rielaborare i testi delle interviste ma lasciando al lettore il gusto della parlata libera e spontanea. E’ una piccola antologia che rifugge dal piagnisteo e dalla retorica per suggerire ed elaborare riflessioni profonde sul tema dell’abitare la montagna.
Incontriamo così, al circolo di Intragna, Maria che cucina e guarda la luna, con Tomas, avvocato tedesco che si occupa di pale eoliche nel Mar Baltico e Giovanni, l’alpicoltore; a Cicogna Sara e Federico e Leopoldo; poi Lorenza al Piancavallone e poi Premeno, Piaggia, Cannobio. E’ un mosaico che Nifantani sa leggere con profondità e passione proponendoci buone storie di rinascita, di solitudine, di amicizia legate dal sottile filo del ‘dimorare’ sulla, dentro e con la montagna.





