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Attualità | 26 febbraio 2023, 10:55

Dal Piemonte alla Turchia, prima settimana per la maxiemergenza FOTO

Situazione drammatica, ma c’è spazio per la vita. Otto i bambini nati in sei giorni nell'ospedale da campo Emt2 della Regione. In arrivo un rinforzo di personale pediatrico

Dal Piemonte alla Turchia, prima settimana per la maxiemergenza  FOTO

E' passata poco più di una settimana, venerdì 17 febbraio, entrava nella sua piena operatività l’ospedale di campo Emt2 della Regione Piemonte allestito ad Antiocchia, capoluogo della regione turca di Hatay, area fortemente colpita dal sisma verificatosi nella notte tra il 5 e il 6 febbraio e che, stando alle stime attuali, avrebbe già causato 50 mila vittime, 85mila feriti e tantissimi sfollati tra Turchia e Siria. Oltre a una situazione di devastazione assoluta con servizi sanitari compromessi per il 90% nell'area terremotata.

È in questo tremendo scenario che è sorto l’ospedale di campo piemontese, tra i dodici al mondo di questo tipo. Si tratta di 14 tende per strutture mediche (una tenda per Triage e accettazione, due Pronto Soccorso, una Unità di terapia intensiva con 4 posti letto, una sterilizzazione e presala operatoria, una sala operatoria, una sala parto naturale e cesareo convertibile in seconda sala operatoria, tre degenze da 20 posti letto, una sala radiologica, laboratorio analisi, una tenda di isolamento per malati infettivi con 2 posti letto, una farmacia e magazzino, un obitorio e una tenda di comando per direzione sanitaria e logistica) oltre a 16 tende per servizi e logistica (otto dormitori, un dormitorio diurno per personale turno notte, una tenda per cucina, due tende per refettorio, una tenda docce, una tenda per lavanderia e due tende relax).

A queste, si aggiungono 15 tende bagno con cabine singole  per personale e degenti, tre generatori elettrici, un impianto elettrico campale dotato di selettività verticale ed orizzontale, trasformatore di isolamento per sala operatoria, UPS per sala operatoria, ICU e laboratorio, radiologia, un impianto idraulico campale composto da serbatoi flessibili, sistema acqua fredda e calda, un sistema di purificazione e potabilizzazione dell'acqua per 3000 litri l'ora, un produttore di ossigeno PSA per 6000 litri l'ora, una cucina attrezzata per 100 persone a pasto, approvvigionamento alimentare per 7‐10 giorni e un veicolo trainante dotato di carrello elevatore.

L’ospedale, del volume complessivo equivalente a una trentina di container è stato allestito su una superficie di circa 4.000 metri quadrati.

La struttura ha raggiunto la scorsa settimana la Turchia a bordo della nave militare italiana San Marco, insieme a una colonna mobile di 21 mezzi e ad oltre 40 volontari della Protezione civile piemontese e attualmente rappresenta l’unico presidio sanitario su questo territorio devastato dal sisma. 

“Da quando abbiamo aperto - spiega al nostro giornale Mario Raviolo, direttore della maximergenza  del Piemonte che coordina le attività dell'equipe - assistiamo a un lento e progressivo incremento dell’afflusso. Inizialmente la popolazione non era a conoscenza della nostra presenza. In pochi giorni ha suscitato l’interesse dei media locali e in un attimo si è sparsa la voce. Mentre parlo con lei al telefono una importante emittente turca sta effettuando le riprese all’interno della struttura. Mentre è quotidiano il passaggio di autorità locali che vengono a portarci il loro saluto.”.

“Siamo l’unico presidio di riferimento per centinaia di migliaia di persone - prosegue Raviolo - La pressione continua ad aumentare con code anche di tre o quattro ore per i pazienti non gravi. Vediamo situazioni tra le più disparate. Ci occupiamo di riabilitazione post traumatiche successive al terremoto, come abbiamo in cura molte persone con malattie croniche, cardiopatici, molti bambini con malattie da curare e, cosa che non ci aspettavamo, stiamo lavorando con molte donne incinte.” 

Dall’inizio della missione sono infatti otto le nascite gestite dall’equipe medico sanitario dell'Emergency medical team type 2, la prima all’indomani dell’allestimento, sabato 18 febbraio.

“Sinceramente non ci aspettavamo di dover gestire così tanti parti - commenta Raviolo - Domani, infatti, insieme a un gruppo di volontari della Protezione Civile regionale, arriverà una pediatra, un’ostetrica e un’infermiera pediatrica così da rafforzare il reparto.”.

Attualmente sono in 75 gli operatori presenti nella città di Antiochia dove è presente la struttura ospedaliera. 61 era partiti dall’aeroporto cuneese di Levaldigi lo scorso mercoledì 15 febbraio. Di questi sono circa 20 i professionisti provenienti dall’AslCn1. 

Sono stati molti gli interventi della Maxiemergenza negli ultimi anni. 

L’ultima volta che l’Emt2 è entrata in funzione risale all’aprile del 2021 in India quando fu portato l’ossigeno ai malati di Covid. Un aiuto nella pandemia che l’anno prima, nel 2020 era arrivato in Armenia. Mentre in Mozambico, nel 2019, la maxi emergenza era intervenuta per soccorrere la popolazione colpita dal ciclone Idai, che provocò mille morti e migliaia di sfollati. 

Situazioni drastiche e drammatiche, ma comunque molto diverse da quella attuale.

“Nulla a che vedere con le precedenti missioni - conclude Raviolo - Le immagini che provengono dall’Italia non rendono l’idea della devastazione del sisma.”.

Un territorio dove le scosse sono continue e all’ordine del giorno. La più grossa lunedì 20 febbraio che ha causato black out in molte aree della città. 

Città dove la missione del team di Raviolo proseguirà almeno fino al 18 marzo

Daniele Caponnetto

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