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Economia e lavoro | 23 novembre 2021, 17:32

Dalla Regione 1,7 milioni di euro a supporto delle imprese familiari

Per l’assessore Elena Chiorino "è un dovere sostenere le PMI che rendono grande il Made in Italy nel mondo”

Dalla Regione 1,7 milioni di euro a supporto delle imprese familiari

Quando chiude un’azienda familiare il territorio piange. Molte delle eccellenze del nostro Made in Italy condividono dei tratti comuni peculiari tra cui la componente familiare: le nostre imprese familiari, infatti, vincono sulla scena internazionale perché portano avanti valori legati alla storia e alla tradizione, sostenute in una crescita costante grazie al succedersi delle generazioni. Purtroppo, però, in tempo di crisi il meccanismo del ricambio generazionale s’interrompe rischiando così la perdita di competenze ed eccellenze oltre alla chiusura dell’azienda stessa. Ecco perché in Piemonte abbiamo messo a disposizione 1,7 milioni di euro in servizi per sostenere chi apre una nuova impresa, subentrandone nella titolarità se gestita da un proprio congiunto o di cui si è stati alle dipendenze negli ultimi 5 anni. L’ennesima misura che abbiamo deciso di mettere in campo per tutelare le nostre piccole e medie imprese: un supporto per accompagnarle verso un rilancio e non verso una chiusura”. Lo ha dichiarato l’assessore al lavoro Elena Chiorino in merito alla nuova misura varata dalla giunta regionale il cui obiettivo è far vivere e “rivivere” le attività, favorendone il ricambio generazionale nell’ambito dei servizi a supporto della creazione d’impresa.

Chi sono i beneficiari della misura
Nel caso di trasferimento “intra famiglia”, il neo imprenditore che vuole accedere al contributo deve avere un legame di parentela di primo o secondo grado in linea retta o collaterale con l’imprenditore cedente (padre o madre, nonno e nonna, zio o zia). Nel caso di una società, è sufficiente il legame di parentela con uno dei soci, mentre nel caso di una S.A.S. l’accesso al contributo è limitato ai soli figli e nipoti del socio accomandatario.
Nel caso di trasferimento “extra famiglia”, il neo imprenditore deve essere interessato ad acquisire un’attività preesistente con adeguate competenze, documentandone la propria professionalità come dipendente in altra impresa dello stesso ambito dell’impresa cedente oppure come imprenditore di un’impresa cessata che ha operato nello stesso settore di attività per almeno 5 anni.

Le risorse
La Regione mette a disposizione 1,7 milioni di euro sotto forma di servizi destinati a chi vuole aprire una nuova impresa, subentrandone nella titolarità se gestita da un proprio congiunto o di cui si è stati alle dipendenze negli ultimi 5 anni.

Che cosa fare per accedere ai servizi
Chi è interessato deve rivolgersi agli sportelli attivati nell’ambito del  Programma Mip- Mettersi in proprio, diffusi in tutto il territorio piemontese, che offrono servizi di consulenza e di assistenza personalizzata, per la definizione del progetto d’impresa e del business plan.

tempi
Lo sportello per la presentazione delle domande di accesso al finanziamento sarà aperto nel prossimo mese di gennaio 2022 e sarà disponibile fino ad esaurimento delle risorse, comunque non oltre il 31 dicembre 2022.

C.S.

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