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Sanità | 21 ottobre 2021, 17:02

Green pass, il sindacato Cimo Piemonte alza la voce: "Siamo medici, non sceriffi"

Il segretario Sebastiano Cavalli auspica: "Le aziende sanitare trovino altre soluzioni, facendo fare a personale amministrativo controlli a campione" medici - foto d'archivio

Green pass, il sindacato Cimo Piemonte alza la voce: "Siamo medici, non sceriffi"

Il controllo del Green pass di medici e infermieri "non può essere demandato a personale sanitario già sotto stress". Lo afferma Sebastiano Cavalli, segretario del sindacato dei medici Cimo Piemonte, auspicando che "le aziende sanitare trovino altre soluzioni, facendo fare a personale amministrativo o di sicurezza controlli quotidiani a campione".

"No a medici che controllano altri medici"

"Medici che controllano altri Medici per verificare la validità del loro green pass: se non è un ossimoro questo!", è la dura reazione del sindacato. “Intanto è opportuno chiarire che per legge - spiega Cavalli - medici e infermieri in servizio devono essere vaccinati. Chi non possiede il green pass non può pensare di essere a contatto con il pubblico, curare i pazienti, lavorare in strutture sanitarie. In ogni caso il controllo della validità del certificato di vaccinazione di tutto il personale non può essere demandato a medici e infermieri già fortemente sotto stress per la gestione di tante pratiche rimaste congelate durante il periodo più acuto della pandemia. Impensabile poi che i medici si mettano a fare gli investigatori nei confronti per giunta dei propri colleghi”.

Negli ospedali situazione ancora difficile

"La situazione negli ospedali piemontesi rimane difficile", fa notare ancora Cimo Piemonte, sottolineando che sono oltre 170 i pazienti attualmente ricoverati per Covid, oltre 20 in terapia intensiva, a questi si aggiungono tante persone in cura per patologie gravi e degenti che hanno subito interventi da tempo programmati. "Medici e infermieri continuano quindi a lavorare senza sosta. Cimo Piemonte chiede chiarezza sulle modalità di controllo del green pass e rispetto verso la categoria dei medici, celebrata nei momenti più complicati e sminuita a scapito di burocrazia e disorganizzazione".

Quello che chiediamo alle direzioni sanitarie è di agire secondo una logica di ruolo e di competenza, gli ospedali devono rimanere luoghi sicuri, dove i pazienti si sentano tranquilli e assistiti. Non è accettabile che il personale non sia vaccinato. Se non si hanno le competenze manageriali per gestire strutture complesse come DSA meglio farsi da parte” ha concluso il segretario di Cimo Piemonte Cavalli.

"Più rispetto per i medici e il loro lavoro"

Il sindacato chiede dunque "chiarezza sulle modalità di controllo del Green pass e rispetto verso la categoria dei medici, celebrata nei momenti più complicati e sminuita a scapito di burocrazia e disorganizzazione". 

Redazione

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