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Scuola e formazione | 19 luglio 2021, 19:30

A Verbania si rafforza il corso di laurea in Scienze infermieristiche

Si passa da 35 a 50 matricole, messe a disposizione aule al Franzosini di Intra

A Verbania si rafforza il corso di laurea in Scienze infermieristiche

Da 30 a 50 matricole. Si rafforza -raddoppia quasi- il corso di laurea in Scienze infermieristiche che si tiene da tempo a Verbania. Una buona notizia per tutto il territorio. Il bando che entro la fine del mese di luglio sarà pubblicato dall’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” consentirà, salvo imprevisti, l'accesso a un numero più nutrito di matricole: si passerà, per l’appunto, dalle attuali 35 a 50.

La decisione (anche dopo le richieste arrivate da più parti) è stata motivata dalla necessità di avere più infermieri, una necessità che è stata peraltro accentuata dall’emergenza pandemica. A confermare l’ampliamento del corso gestito dall’azienda sanitaria locale è stata nei giorni scorsi la stessa direttrice generale dell’asp Vco Chiara Serpieri. Dal canto suo, a dimostrazione dell’interesse del territorio, il sindaco Silvia Marchionini ha già messo disposizione alcune aule all’istituto Franzosini di Intra.

Quello per infermieri a Verbania è un corso dalla durata triennale che, almeno sulla carta, va a colmare le esigenze di un settore nel quale è forte, non soltanto nel Vco, la richiesta di personale. Da tempo le strutture pubbliche e private piemontesi hanno lanciato il grido di allarme puntando il dito contro le carenze in organico registrate proprio tra gli infermieri e le infermiere. Figure professionali, queste, di non facile reperimento che ora, grazie al nuovo bando dell’Università del Piemonte, avranno modo di formarsi per poi approdare nel mondo del lavoro. Fondamentale per l'assistenza delle persone malate durante il lungo periodo di apice del Covid è stato l'apporto degli infermieri negli ospedali e, soprattutto, nelle case di cura per anziani e fondamentale sarà il loro operato anche negli anni a venire, alla luce della prevista riorganizzazione dell’assetto sanitario provinciale tuttora in discussione che rafforzerà, almeno così si dice, la medicina territoriale e le case della salute. Sull'importanza di un “massiccio piano di formazione degli infermieri e dei medici di medicina generale” si è espresso nei giorni scorsi anche l'assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, che ha sottolineato come “la programmazione regionale, da concordarsi con le Università, debba disporre di importanti finanziamenti aggiuntivi, in modo da soddisfare al più presto la domanda di professionisti del servizio sanitario regionale”.

Redazione

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