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Viabilità e trasporti | 04 giugno 2021, 18:40

Inquinamento acustico treni, rinasce il Comitato Ossolano

Il gruppo di cittadini si è presentato oggi a Crevoladossola: “Vigileremo e saremo di supporto alle istituzioni”

Inquinamento acustico treni, rinasce il Comitato Ossolano

Si è svolta questa mattina, venerdì 4 giugno, nella sala consiliare del Comune di Crevola, la conferenza stampa di presentazione del redivivo Comitato Ossolano contro l’Inquinamento acustico dei treni.

Un gruppo di cittadini, provenienti da diversi comuni ossolani tutti interessati dal passaggio della linea ferroviaria del Sempione, lamentano la rumorosità del dei treni e, per chi abita nelle immediate adiacenze, problemi di vibrazioni e paura per la sicurezza delle abitazioni.

La storia del comitato parte dal 2004 quando, dopo una serie di rilievi dell’Arpa, Comuni e Pronvincia del Vco sono intervenuti per sollecitare Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) a trovare una soluzione.

Da allora la soluzione pensata da Rfi è stata quella dell’istallazione dei pannelli fono assorbenti, in grado di attutire notevolmente i rumori provenieti dalla ferrovia, inserendo il tratto ossolano al 150° posto nella lista di attesa; nel 2007 però Rfi ha declassato la tratta di oltre 400 posti.

Un altro ostacolo burocratico, e questa è storia recente, è l’ “ok” della Conferenza Stato – Regioni, senza il cui nulla osta Rfi non può passare alla fase progettuale; una volta ottenuto il via, Rfi ha 15 anni di tempo per la progettazione.

Negli ultimi anni il numero di treni è notevolmente aumentato, – dice il portavoce del comitato Domenico Mallonein particolare il numero di treni merci, aumentati oltre che di numero anche di tonnellaggio”. Il portavoce fa notare che se prima i convogli erano lunghi circa 600 metri, ora oltrepassano il chilometro di lunghezza.

Il signor Bianchi, che rappresenta gli abitanti di Varzo aderenti al comitato, è preoccupato per la sicurezza: “Abito molto vicino alla ferrovia, proprio davanti ad uno scambio, da li i treni passano a oltre 80 km all’ora. Oltre al rumore temo possano esserci pericoli per il passaggio di così tanti convogli, molte volte addirittura a soli due minuti di distanza l’uno dall’altro”.

Sempre in tema di sicurezza un altro timore dei residenti è il passaggio di merci pericolose di cui non sia hanno controlli: l’eco della tragedia di Viareggio s’è tutt’altro che spento per chi abita vicino alla ferrovia.

Oltre allo stridore e alle vibrazioni causate dal passaggio dei treni, ciò che fa imbestialire i residenti è il continuo uso dell’avvisatore acustico, in particolar modo di notte, fenomeno che si riscontra principalmente nel tratto tra Preglia e l’ingresso della stazione di Domodossola.

Le compagnie ferroviarie svizzere, che hanno gestione del traffico sulla linea da Domodossola in poi, hanno derogato i macchinisti all’uso del segnalatore acustico, se non in casi di estrema necessità. I residenti sostengono che la deroga non è mai stata rispettata e, anzi, molti macchinisti abbiano l’uso di “salutarsi” a colpi di clacson quando si incrociano: “I fischi e le frenate si sento addirittura da Vagna” fa notare un membro del Comitato.

Il Comitato ha trovato la sponda degli enti locali e il Comune di Domo si è offerto a fare da capofila per le iniziative future. Il sindaco Lucio Pizzi si è già detto disponibile a richiedere un incontro tra Comitato, Comuni e l’Assessore regionale all’Ambiente per trovare una soluzione in tempi ragionevoli.

La speranza – ha detto il sindaco di Crevoladossola Giorgio Ferroniè che con il recovery fund possa essere possibile avviare i lavori quanto prima”.

Vorremo che il nostro comitato – conclude Mallone – sia di controllo e di supporto alle istituzioni”.

Fabio Nedrotti

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