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Attualità | 04 giugno 2021, 17:46

Anche la libera circolazione tra i nodi del mancato accordo Svizzera-Europa

Il dialogo tra la Confederazione e Bruxelles è stato interrotto dopo sette anni

Anche la libera circolazione tra i nodi del mancato accordo Svizzera-Europa

Anche le politiche migratorie europee avrebbero inciso sulla decisione della Svizzera di interrompere il negoziato con Bruxelles, che andava avanti da sette anni. Oltre confine temono di cedere sovranità su alcuni argomenti.  La Svizzera non è mai entrata nell’Unione Europea, ma nel 2014 era stato avviato un negoziato per arrivare ad un trattato capace di regolarizzare tutte le varie tematiche. Ora pare che tra i nodi che hanno frenato la Svizzera  ci siano le normative sulla maggior libertà di circolazione di mezzi e persone. Di recente ‘’Il Sole 24 Ore’’ ha scritto che ‘’i colloqui con Bruxelles non abbiamo permesso di trovare le soluzioni di cui la Svizzera aveva bisogno nei settori della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini Ue, della protezione dei salari e  degli aiuti di Stato’’.

 In una recente dichiarazione, Guy Parmelin, capo del consiglio federale svizzero ha rimarcato come  ‘’ il governo abbia chiesto, ma non ottenuto, che l'accettazione della direttiva europea in materia fosse accompagnata da alcune eccezioni senza le quali c'è il rischio che i diritti delle persone che beneficiano della libera circolazione siano estesi, con possibili ripercussioni anche sui costi dell'assistenza sociale”. Nella nota si fa accenno al fenomeno migratorio: “Il recepimento integrale equivarrebbe di fatto a un cambio di paradigma della politica migratoria, che gode di ampia accettazione tra la popolazione e i Cantoni”.

La Svizzera teme di dover aprire i propri confini anche ai migranti regolari oppure a quelli irregolari, soprattutto se a Bruxelles dovesse passare la linea della ricollocazione obbligatoria per chi sbarca nei Paesi di primo approdo.

Berna vuole mantenere dei freni ''sulla libertà di circolazione dei cittadini Ue provenienti da Paesi a basso reddito'' ma senza il controllo sulla libertà di circolazione correrebbe  il rischio di pagare dei costi sociali ed economici molto importanti.

Renato Balducci

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