Territorio - 17 marzo 2021, 09:00

Dalla collaborazione transfrontaliera di 30 enti italiani e svizzeri nasce il Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del Fiume Ticino

Il documento unisce gli sforzi dei due Paesi per proteggere la biodiversità del territorio intorno al fiume

Dalla collaborazione transfrontaliera di 30 enti italiani e svizzeri nasce il Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del Fiume Ticino

Migliorare lo stato di salute di ambienti fragili lungo i 248 km del corso del Ticino, tra la Val Bedretto (in Svizzera) e la confluenza con il Po in Italia. Questo l’obiettivo che ha spinto Istituto Oikos, insieme a un’alleanza italo-svizzera, ad elaborare il Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del fiume Ticino 2021-2031. Questi ambienti e le numerose specie che vi abitano si trovano infatti in una delle aree più popolate ed economicamente attive d’Europa: a minacciarli sono diversi fattori, come l’elevata urbanizzazione e l’espansione dell’agricoltura intensiva. I cambiamenti climatici e gli eventi estremi che ne derivano (incendi, tempeste, siccità, inondazioni) rappresentano un’ulteriore complicazione, sia per gli habitat locali che per l’uomo.

Le amministrazioni di Italia e Svizzera, e specialmente le aree protette dei rispettivi Paesi, sono impegnate da tempo per proteggere gli ecosistemi più fragili di questo territorio. Tali sforzi non sono però mai stati coordinati su grande scala a comprendere tutto il territorio transfrontaliero del Ticino. Tra novembre 2019 e febbraio 2021 Istituto Oikos, grazie al finanziamento di Endangered Landscape Programme, ha coordinato l’elaborazione del Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del fiume Ticino. Questo documento è frutto del lavoro congiunto di moltissimi enti: amministrazioni pubbliche (Canton Ticino, Provincia di Pavia e Provincia di Varese, ERSAF, Ente Nazionale Risi, Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, Associazione di Irrigazione Est Sesia), aree protette (Parco Lombardo Valle del Ticino, Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano, https://www.facebook.com/biosferaticinovalgrandeverbano Parco Ticino Lago Maggiore, Fondazione Bolle di Magadino, Parco Regionale Campo dei Fiori ), organizzazioni della società civile (es. LIPU, FICEDULA, CIRF), enti di ricerca (Università dell’Insubria, di Milano, di Pavia e di Torino) e società private (Graia, Idrogea Servizi, Etifor).

Il Piano contiene 75 azioni che contribuiranno a 5 grandi obiettivi: migliorare la governance transfrontaliera, sperimentando anche nuove forme di gestione del territorio; garantire i servizi che la natura può offrire all’uomo e lo sviluppo di attività economiche sostenibili; rinforzare la connessione ecologica tra le Alpi e gli Appennini con interventi di riqualificazione ambientale; migliorare lo stato di conservazione di specie animali e vegetali particolarmente rare e minacciate o localmente estinte; promuovere la resilienza degli ecosistemi e delle comunità umane ai cambiamenti climatici.

Siamo entusiasti di aver potuto coordinare il lavoro di così tanti enti – afferma Martina Spada, responsabile del progetto – che hanno collaborato con impegno e dedizione per oltre un anno. Il Piano consentirà di affrontare con concretezza le sfide più importanti per il nostro territorio nei prossimi dieci anni. Adesso è il momento di unire gli sforzi dai due lati della frontiera, per mettere in pratica quanto pianificato e avviare un vero cambiamento su grande scala”.

Per raggiungere gli ambiziosi traguardi del Piano, è alla firma un Accordo di collaborazione da parte dei principali enti italiani e svizzeri che hanno partecipato alla fase preparatoria del Piano. Gli enti, supportati da Istituto Oikos in veste di segretariato tecnico, formalizzano così l’iniziativa italo-svizzera per la riqualificazione del Ticino, impegnandosi a trovare i fondi e a collaborare nei prossimi anni per la realizzazione del Piano.

C.S.

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