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Attualità | 27 febbraio 2021, 16:40

La Vigezzo piomba in zona rossa, la preoccupazione dei commercianti FOTO E VIDEO

A pesare maggiormente è l’incertezza causata dalle chiusure repentine

La Vigezzo piomba in zona rossa, la preoccupazione dei commercianti FOTO E VIDEO

La Valle Vigezzo si prepara alla chiusura, commercianti, baristi e ristoratori si trovano di nuovo nella situazione di non poter lavorare, a partire da questa sera alle diciotto, per l’ngresso in Zona Rossa.

La Regione Piemonte ha optato per l’adozione del lockdown 'duro' per i comuni vigezzini a causa del raddoppio dei contagi, pariti dal focolaio di Re.

La situazione sanitaria e l’incertezza sul lavoro destano preoccupazione tra i commercianti della valle.

Si sapeva dell’aumento dei contagi – dice Andrea Minoletti, proprietario del bar La sosta di Malesco – , speriamo finisca al più presto e che si possa tornare alla normalità, anche se prima è meglio pensare alla salute che a tutto il resto. La cosa peggiore è l’incertezza, tra aperture e chiusure è molto difficile organizzarsi, purtroppo non c’è un modo per sistemarla differentemente”.

Da lunedì faremo solo asporto – spiega Antonella Mozzi della gelateria il Monello di Malesco - perché, purtroppo, in zona rossa possiamo permetterci solo quello. Con la testa siamo molto scombussolati perché un po’ chiusi, un po’ aperti, un po’ si lavora, mesi di cassa integrazione, insomma per noi è un peso. Abbiamo avuto dei ristori ma gli ultimi non sono arrivati, sicuramente arriveranno”.

“Sta andando male – ci dice amareggiato Lauro Rossi de ‘Il Rusca antichi sapori' -, peggioriamo sempre, la situazione è tragica. Quando in un anno si perdono otto mesi di lavoro non ci sono più parole”. Rossi è molto critico sulla gestione della crisi economica da parte dello Stato: “Stato? Quale Stato? Quale cassa integrazione e quali ristori; sì, qualcosa è arrivato ma non è quello che ci fa stare in piedi, il problema principale che c’è oggi in Italia è quello di fare Sanremo. Lo Stato sarebbe ora che si presenti.”

Noi siamo chiusi da quest’autunno – ci racconta Alessandra Balconi dell’Hotel Miramonti di Santa Maria Maggiore -, per vari motivi e per vari Dpcm che si sono susseguiti non abbiamo più riaperto e pensavamo di riaprire adesso per il periodo di Pasqua e resta un punto interrogativo per queste novità che sono uscite in questi ultimi giorni. Gli aiuti che lo Stato ha promesso? Qualcosa è arrivato ma se dobbiamo calcolare tutti i problemi che abbiamo avuto è molto poco e poi, comunque, non poter lavorare e non avere la possibilità di mandare avanti la nostra azienda diventa difficoltoso nonostante gli aiuti. Io sono positiva perché penso che quando il turismo potrà riprendere a livello generale si ripartirà sicuramente: le persone hanno voglia di tornare alla normalità. Certo noi dovremo rivedere – chiosa Balconi - tutto il nostro lavoro, pian piano ripercorrere tutte le varie tappe perché non possiamo fare finta che questa emergenza non ci sia mai stata, di conseguenza bisogna rimettersi in gioco e ripartire da zero a ricostruire tutto”.

Anche la stagione al Centro del Fondo di Santa Maria, nonostante fosse l’unica disciplina di sport invernali permessa, risulta essere compromessa come ci racconta Luciano Zanoli, vicepresidente dello Sci Club: “Purtroppo la stagione non sta andando molto bene, abbiamo lavorato un po’ con la scuola però, chiaramente, la gente non potendosi muovere non arriva da fuori e c’è solo gente del posto. Speriamo si risolva al più presto questa cosa. Dobbiamo uscire da questa situazione. I contagi qui in valle stanno aumentando, la stagione sta andando a finire e penso che questo sarà l’ultimo fine settimana che riusciamo a lavorare, da domani siamo chiusi e si spera nella prossima stagione, soprattuto speriamo non manchi la materia prima che è la neve. L’importante – conclude Zanoli - è che facciano i vaccini e che la gente possa tornare a muoversi così da tornare a lavorare in tranquillità.

Fabio Nedrotti

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