Verbano - 12 febbraio 2021, 18:10

Frana sul torrente San Giovanni: stamattina la ricognizione con l’elicottero dei Giovanniti

La ricognizione ha confermato che non ci sono pericoli immediati: disagi per una famiglia

Non ci sono pericoli immediati per la frana finita nell’alveo del torrente San Giovanni, al confine tra Trobaso e Cambiasca. L’ha confermato la ricognizione di stamattina effettuata dell’elicottero della Sogit di Verbania messo a disposizione dei tecnici che già ieri avevano controllato la situazione con un drone. La sola a patire disagio è la famiglia dell’abitazione a 50 metri dallo smottamento che non può più andare e venire dal sentiero d’accesso cancellato dalla frana ma deve attraversare una proprietà privata. Nessun rischio, invece, per la villetta al momento disabitata vicina al luogo del distacco, le prime analisi geologiche hanno l’hanno escluso.

“Episodi come questo – commenta Vincenzo Stupia, del Comitato per la salvaguardia del San Giovanni – non fanno che confermare le preoccupazioni che ci hanno spinto a costituirci contro la centralina di Scareno, peraltro mai realizzata. Interventi come questo non dovrebbero essere consentiti”. Sul San Giovanni, peraltro, esiste un’altra richiesta di concessione, nella zona dell’ex ospedale San Rocco.


 


La ricognizione ha confermato che non ci sono pericoli immediati: disagi per una famiglia


Non ci sono pericoli immediati per la frana finita nell’alveo del torrente San Giovanni, al confine tra Trobaso e Cambiasca. L’ha confermato la ricognizione di stamattina effettuata dell’elicottero della Sogit di Verbania messo a disposizione dei tecnici che già ieri avevano controllato la situazione con un drone. La sola a patire disagio è la famiglia dell’abitazione a 50 metri dallo smottamento che non può più andare e venire dal sentiero d’accesso cancellato dalla frana ma deve attraversare una proprietà privata. Nessun rischio, invece, per la villetta al momento disabitata vicina al luogo del distacco, le prime analisi geologiche hanno l’hanno escluso.


“Episodi come questo – commenta Vincenzo Stupia, del Comitato per la salvaguardia del San Giovanni – non fanno che confermare le preoccupazioni che ci hanno spinto a costituirci contro la centralina di Scareno, peraltro mai realizzata. Interventi come questo non dovrebbero essere consentiti”. Sul San Giovanni, peraltro, esiste un’altra richiesta di concessione, nella zona dell’ex ospedale San Rocco.


Redazione